Lo chiamano il Respiro Antico.
È nelle radici, nel vento, dentro di te.
Fai un respiro piano. La storia sta per cominciare.
Per molti anni Orso aveva attraversato il Bosco Incantato con passo sicuro.
Conosceva i sentieri, sapeva dove trovare il miele migliore e aveva aiutato più di una volta gli animali più piccoli quando serviva forza.
Quell’autunno, però, cominciò a notare qualcosa.
Durante le passeggiate lunghe aveva bisogno di fermarsi più volte, le zampe gli facevano male più facilmente e arrampicarsi richiedeva molta più energia.
All’inizio fece finta di niente.
Se qualcuno gli offriva aiuto, rispondeva che non ne aveva bisogno.
Dentro, però, aveva paura che gli altri lo considerassero meno forte di prima.
Un pomeriggio vide un favo di miele molto in alto.
Decise di salire come aveva fatto tantissime altre volte, ma a metà tronco le zampe cominciarono a tremare e il fiato si fece corto. Fu preso da un po' di paura.
Orso si fermò.
Guardò il ramo sopra di lui e poi il terreno sotto. Continuare sarebbe stato rischioso e la scelta più sensata e meno pericolosa fu quella di scendere. Con grande fatica tornò giù.
Si sedette ai piedi dell’albero appoggiandosi al tronco. Si sentì triste e arrabbiato con se stesso e con il tempo che passa.
Avrebbe voluto che il suo corpo fosse come una volta: forte, sicuro e agile.
Ma il corpo gli stava dicendo qualcosa e ignorarlo non lo avrebbe reso più forte.
Poco dopo passò una famiglia di scoiattoli.
Orso esitò, poi li chiamò.
«Quel miele è troppo in alto per me oggi. Mi potreste dare una mano?»
Ammettere un limite non rese Orso più piccolo. Gli permise di scegliere un modo nuovo e più sicuro di fare ciò che desiderava.
Gli scoiattoli non ci pensarono due volte, salirono tra i rami e fecero scendere una parte del favo. In passato Orso li aveva aiutati più volte quando ne avevano avuto bisogno. Contraccambiare era il minimo.
Orso li ringraziò e condivise il miele con loro.
Mentre mangiavano insieme, Orso sentì il Respiro Antico sotto la terra.
Pensò alle stagioni del Bosco: nessuna resta uguale per sempre, eppure ognuna ha qualcosa da offrire.
Capì che la sua forza non era soltanto nei muscoli.
Era anche nell’esperienza, nella pazienza e nella capacità di riconoscere quando cambiare modo di fare.
Quella sera si sistemò sul suo letto di foglie secche con una sensazione nuova.
Non doveva dimostrare di essere quello di ieri.
Poteva imparare a essere Orso anche nella stagione che stava arrivando.
Il Respiro Antico scorre ancora.
Dormi adesso.
Ci vediamo nella prossima storia.
Il bosco veglia su di te.



